Meglio la bici da crono o quella da strada in una prova di triathlon?

La seconda frazione di una gara di triathlon si affronta con la bicicletta. In base alla lunghezza dell’evento i km da percorrere sono: 180 (ironman), 90 (mezzo ironman), 40 (olimpico), 20 (sprint).
Le biciclette in commercio sono sempre più performanti, dal design accattivante e dalla grafica ammaliante. I frame possono essere costruiti utilizzando diversi materiali: l’acciaio (ormai poco utilizzato), l’alluminio (forse per certi versi il più prestazionale), il carbonio (il più usato e con sviluppi raggiunti pazzeschi) e il titanio (materiale nobile ma anche molto costoso per via della lavorazione).

Per affrontare le gare lunghe, ironman e mezzo ironman, molti triatleti utilizzano biciclette da cronometro. Per le distanze sprint e olimpica si utilizzano invece biciclette tradizionali poiché le crono sono vietate. Attenzione, nessun regolamento vieta di utilizzare bicilette da strada per affrontare un mezzo o un ironman. Indubbiamente la bicicletta da crono è più “veloce” di una classica bicicletta da strada, vi assicuro che a parità di potenza erogata (watt) la velocità cambia, eccome se cambia. Il fattore principe che incide sulla velocità è quello aereodinamico, infatti sulla bici da crono la posizione in sella più raccolta e composta, permette una penetrazione frontale dell’aria migliore, quindi meno resistenza all’avanzamento.

I telai da cronometro sono molto più rigidi rispetto a un telaio tradizionale, questo permette minore dispersione della potenza durante la pedalata. Anche la pedalata è differente ed è più “sul movimento centrale” e in punta di sella, questo permette di spingere ancora di più sui pedali. Attenzione se uno è un brocco, brocco rimane non è che salendo su una bicicletta da crono automaticamente si diventa dei Cancellara. C’è un pegno da pagare quando si utilizzano queste fuoriserie: la comodità. La posizione a cronometro è decisamente meno confortevole rispetto a quella adottata su un telaio tradizionale.
Per utilizzare al meglio questo “potente mezzo” occorre quindi un posizionamento pressoché perfetto, una buona elasticità e tonicità a livello lombare, addominale e della schiena e soprattutto utilizzarla in allenamento almeno una volta alla settimana. Da segnalare che l’estrema rigidità di questi mezzi rende la guida molto difficile, soprattutto in curva e in discesa, portare una bici da crono soprattutto su un percorso tortuoso non è da tutti anzi, qui i più bravi fanno grosse differenze.

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